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Remly News Observer
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    08/11/2007,08/11/2007 21:24



    Questo blog ormai non viene più aggiornato da parecchio tempo, ma io non ho smesso di bloggare. Sto semplicemente cercando di trasferirmi su una piattaforma più professionale e flessibile. Il software più in voga è Wordpress, ma per poterlo personalizzare completamente bisogna trovare un servizio di web hosting per ospitare il blog. Siccome sono tirchio e bloggare è solo un hobby, ho sempre rifiutato l'idea di dover pagare per avere un blog.

    MA MA MA, da poco ho scoperto che esistono servizi di webhosting gratuiti con tutti i crismi per poter ospitare un blog basato su Wordpress. Ed ecco che, dopo vari esperimenti che sono ancora in corso, sono riuscito a mettere in piedi un nuovo blog. Io credo che il risultato sia buono, a voi il giudizio. Comunque d'ora in poi i miei articoli li pubblicherò sul nuovo blog. Non manca niente, se non l'indirizzo. Eccolo:






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    Link | categoria:blog, wordpress
    12/09/2007,12/09/2007 22:58
    Immaginate un telecomndo come la chiave di casa. Un telecomando per tutto, ma con una caratteristica in più. Straordinariamente oltre qualsiasi esperienza vissuta con i telecomandi.






    Si chiama Beo 5 e la sua peculiarità?

    L'usabilità dell'interfaccia che sembra non avere eguali nel mercato.

    Beh, che dire. A vederlo sembra veramente unico, come del resto Bang & Olufsen ci ha da sempre abituati con i propri prodotti.






    Il display in vetro quadrato con tasti soft touch, la sfera in alluminio con pulsanti e la rotellina del volume, ispirati al contrasto tra cerchio e quadrato, conferiscono a Beo 5 uno straordinario e insolito impatto visivo.






    Beo 5
    è caratterizzato da linee arrotondate, è facile e pratico da impugnare e vi consente di accedere senza difficoltà a tutte le funzioni necessarie.

    Si illumina al tocco ed è sempre attivo, in attesa del vostro prossimo desiderio. Anche la luce del display a sfioramento si adatta all'ambiente circostante, in modo da garantire in qualsiasi una visibilità adeguata.

    Il Beo 5 viene associato esclusivamente con un sistema BeoVision 7 singolo, che di un impianto completi B&O. E diamine, voi direte, ma allora cosa ci faccio io che non ho un prodotto B&O (in realtà sono molto pochi quelli che se lo possono permettere)?

    Giusto, ma quando leggerete le caratteristiche di questo telecomando, rimarrete a bocca aperta.

    È sufficiente sfiorare lo schermo per controllare TV, film, musica e altro, tutto nel palmo della vostra mano. Beo 5 rileva i dispositivi di cui disponete e presenta solo i menu e i controlli a essi relativi su uno schermo intelligente.

    Questo vi offre il feedback visivo di cui avete bisogno senza disturbare la visione sul grande schermo. I menu vengono copiati sullo schermo del telecomando, che visualizza anche i logo delle vari emittenti, eliminando la necessità di ricordare a quali canali sono state associate. Per controllare le stanze collegate, queste vengono suddivise in zone, ad esempio zona soggiorno o cucina, in modo che in ogni stanza sia sempre possibile accedere ai prodotti e alle funzioni adeguate.

    Alle funzioni comuni a diversi dispositivi, quali pulsanti di navigazione dei menu e la famosa rotellina del volume di Bang&Olufsen, sono associati pulsanti dedicati e facilmente accessibili sulla sfera di alluminio che forma la metà inferiore di Beo 5.

    Le due parti del telecomando si complementano reciprocamente, per combinare semplicità di utilizzo con selezione e flessibilità delle funzioni. In un'epoca in cui i soli pulsanti On e Off, Play e Stop non sono più sufficienti, è positivo che qualcuno abbia finalmente deciso di gestire e ridurre la complessità.

    Straordinario nella sua straordinarietà.



    Link: Beo 5 Bang & Olufsen
     

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    Link | categoria:design, technology, b&o , bang&olufse
    01/06/2007,01/06/2007 21:54
    Voglio lanciare una iniziativa per la mia città.

    La compagnia FON ha lanciato una iniziativa chiamata FON City. L'intento dell'azienda è quello di offrire gratuitamente la connessione WiFI a più persone possibile attraverso la condivisione della propria connessione e con FON City si rivolge direttamente alle amministrazioni locali per offrire un servizio più ampio a tanti cittadini. FON si impegna ad offrire fino a 5000 Hotspot (la Fonera) più tutta l'infrastruttura di supporto, a tutte le amministrazioni che ne faranno richiesta.

    E' un'occasione importante per tante città d'Europa, sarebbe un peccato non approfittarne. Non perdiamo questa occasione per Trieste, città della scienza che non può rinunciare al diritto alla comunicazione!

    Per far richiesta a FON, bisogna compilare un modulo, meglio se a compilarlo è un assessore o direttamente il sindaco.

    Prendete parte all'iniziativa copiando il logo in alto nel vostro sito e spargendo la voce se conoscete membri dell'amministrazione locale.

    Se volete che Trieste sia "Fonerizzata", votate qui sotto, selezionate other, nel riquadro scrivete Trieste e cliccate sul tasto vote.





    [via blog.fon.com/it e www.fon-city.com]
    01/06/2007,01/06/2007 20:29
    30/05/2007,30/05/2007 00:52


    "  E perchè sia chiara la differenza fra collaborazione e partecipazio
    ne, farò un esempio.

    Avete presente quei buonissimi tramezzini co
    n l'uovo sodo e il prosciutto?

    A quei tramezzini la gallina collabora.

    Il maiale, purtroppo per lui, partecipa."



    Ho tratto questo bel esempio da un blog che leggo spesso, perché tratta spesso temi legati alla mia città in maniera critica, brillante e spassosa.



    [via cronachedelgolfo.splinder.com]

     

    by remly | commenti | commenti (popup)
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    19/05/2007,19/05/2007 20:09


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    Link | categoria:video
    16/05/2007,16/05/2007 18:38




    E' da poco online il nuovo sito de

    IL PICCOLO

    impostato come un blog e con impronta molto "social". Vengono ripresi i temi trattati dal quotidiano e viene chiesto ai lettori di esprimere il loro giudizio a riguardo lasciando commenti, con la possibilità di votare quelli più apprezzati. Poi si ha la possibilità di cercare i commenti migliori, i commenti più votati o i commenti più discussi. (Io per curiosità ha provato a votare uno degli interventi precedenti, ho chiuso la finestra che si è aperta e ho ripetuto l'operazione e sorprendentemente ho potuto rivotare! Poi sempre per curiosità sono andato a vedere se era aumentato il numero dei voti e...niente! BOH).

    Però quello che mi ha colpito del sito sono i temi trattati, tri(e)ste specchio della città. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, di mese in mese e di anno in anno a Trieste esiste il gravissimo problema degli schiamazzi notturni. Ora, io sono convintissimo che la fonte di gran parte di tutti questi problemi siano 2 locali (dico, ben 2 locali), per non fare nomi, "Marino" e "Il Mastro Birraio".
    Questi locali presentano il fenomeno tipicamente triestino in cui la gran parte delle persone rimane fuori in piedi a bere qualcosa, mentre l'interno è semi-vuoto.  Se volete anche qualche locale di zona via Diaz, il "NON MI VIENE IL NOME IN MENTE", "Tea Room", "Nettare di Vino", "Foraperfora", ma sono un po decentrati rispetto alla zona incriminata.

    Sono convinto che riprendendo un giornale di alcuni anni fa potremmo leggere nella cronaca cittadina lo stesso tipo di articoli che ci vengono proposti ora, da commentare sul blog.

    Ora, sacrosanto il diritto di dormire e il rispetto delle persone che lavorano. E non nego l'esistenza di questo problema. Ma l'entità del problema non è quella che traspare dal quotidiano. Da diversi mesi vivo fuori Trieste e ora mi rendo conto come la mia città sia sotto molti aspetti un paradiso. Per pulizia, tranquillità, ordine e sicurezza in particolare. E' proprio questa condizione privilegiata la vera fonte dei problemi. Ogni leggera turbativa di questo ordine di cose viene vissuta come un dramma e viene amplificata fino a raggiungere proporzioni surreali. Che questo sia un riflesso del "brontolar" dei tanti "veci" di Trieste? Difficile convincermi del contrario.

    E come non notare sul sito un altro segno lampante dell'anagrafe triestina. Probabilmente una "prima" nel panorama dei blog. Un box nella colonna di destra con tanto di scroll dedicato nientemeno che a...(rullo di tamburi)...LE NECROLOGIE.




    16/05/2007,16/05/2007 00:14


    Mika è uno dei fenomeni musicali del momento. Il suo primo album, Life in Cartoon Motion, è uscito il 5 febbraio 2007, e con il singolo Grace Kelly è arrivato al numero uno delle classifiche di vendita in Italia, Francia e Inghilterra.  Ha un modo di cantare molto particolare, frutto della sua impostazione vocale classica, e per molti potrebbe essere il nuovo Freddy Mercury (per ora è solo un bel complimento).  Da altri è stato accostato ai Scissor Sisters e ad Elton John.

    Qui sotto trovate il video del singolo Grace Kelly




    Ma dopo tante parole, quello che veramente interessa di un cantante è la musica. Quindi ecco a voi tutte le canzoni dell'album Life in Cartoon Motion di Mika (clicca col tasto destro del mouse per salvarle sul pc oppure se usate Foxytunes per ascoltarle direttamente in streaming):


    [SND] 01 - Grace Kelly.mp3    
    [SND] 02 - Lollipop.mp3
    [SND] 03 - My Interpretati..>
    [SND] 04 - Love Today.mp3
    [SND] 05 - Relax, Take It ..>
    [SND] 06 - Any Other World..>
    [SND] 07 - Billy Brown.mp3
    [SND] 08 - Big Girl (You A..>
    [SND] 09 - Stuck In The Mi..>
    [SND] 10 - Happy Ending.mp3

    Per le canzoni si ringrazia Google in collaborazione con G2P
    15/05/2007,15/05/2007 03:48


    In Italia non vedremo mai un documentario come questo trasmesso in tv. Per fortuna su internet la censura è molto meno diffusa ed efficace. E' un documentario di quasi 40 minuti, che merita di essere visto dal primo all'ultimo secondo. L'audio è in inglese ma è sottotitolato in italiano.

    Buona visione.



    UPDATE (02/06/07)

    E' necessario aggiornare questa notizia. Mai dire mai. Il documentario è stato trasmesso anche in Italia. Lode e gloria a Santoro e al suo "anno zero" (chi mi conosce sa bene che non posso essere definito di sinistra). A questo punto aggiungo anche il mio punto di vista che ho espresso in una discussione su un forum.



    Vorrei dire la mia su questo argomento.

    Si sta parlando tanto di strumentalizzazione del video in Italia. Permettetemi il dubbio. Strumentalizzazione sarebbe stato essere i primi a comprare il documentario e a trasmetterlo. Ma quando si è invece tra gli ultimi, trasmetterlo diventa un dovere. E questo bisogna riconoscerlo ad "anno zero".

    Il problema italiano è che la televisione è strumentalizzata, ma non solo, ogni azione politica e attività pubblica lo è. Manca una emittente super partes che abbia l'autorità di trasmettere argomenti "contro" senza scatenare polemiche. Per quello la mia televisione resta spesso spenta, se non per lo sport. E' un filtro di cui non sento il bisogno, da adulto capace di ragionare. Se ci si ritrova solo con trasmissioni apertamente schierate, è normale pensare alla strumentalizzazione. Ma è più un modo di pensare italiano che altro.

    In merito al contenuto, secondo me non bisogna concentrarsi troppo sulla pedofilia in se. La Chiesa è un comunità così ampia che statisticamente è probabile trovare ogni genere di cosa al suo interno. Non è da condannare per l'esistenza di questi atti, ma per come vengono trattati. Ora, se la Chiesa resta un organo di protezione personale in stile manzoniano, non si può risparmiarla dalle critiche. Le persone devono essere giudicate prima di tutto davanti ai loro simili, davanti alle altre persone. Non si può essere speciali ne come politici ne come uomini di chiesa.
    07/05/2007,07/05/2007 20:58

    Uova per tenersi in forma



    Rivalutato il breakfast anglosassone. L'apporto nutrizionale di tuorlo e albume è necessario al funzionamento dell'organismo e non fa ingrassare

     Due uova a colazione cinque giorni su sette. Gli strenui difensori della dieta mediterranea dovranno ricredersi: il breakfast anglosassone è una vera e propria iniezione di salute. Alla coque, strapazzate o sode, le uova fanno bene e aiutano anche a perdere peso. A riabilitare un alimento considerato per molto tempo tra i principali responsabili dell'aumento di colesterolo nel sangue e, di conseguenza, di patologie coronariche, è intervenuto il convegno Experimental Biology 2007 (a Washington dal 28 aprile al 2 maggio) dove sono stati presentati nove studi che mettono in dubbio le radicate convinzioni di molti nutrizionisti. Tra le principali novità emerse c'è l'effetto dimagrante per l'assunzione quotidiana di uova.

    La ricerca dell'Università della Louisiana (Usa) ha infatti verificato che le donne obese o in sovrappeso, sottoposte a un regime dietetico di 1.000 calorie al giorno, possono avere risultati migliori se scelgono una colazione a base di uova, arrivando a perdere il 65 per cento del peso in più e a stringere la cinta di una misura molto maggiore (83 per cento) rispetto a chi preferisce iniziare la giornata con un pasto diverso ma parimenti calorico. Le uova infatti danno maggiore sazietà e allontanano più a lungo la tentazione di tornare nuovamente a mangiare.

    Ma i benefici non vanno solo a vantaggio di chi deve (o vuole) perdere peso. Per l'elevata concentrazione di colina, una componente essenziale dell'alimentazione umana che garantisce il corretto funzionamento delle cellule cerebrali, le uova (ognuna contiene 125 milligrammi di colina) dovrebbero far parte della dieta dei bambini, delle donne incinta o che allattano (per le quali la National Academy of Sciences raccomanda un incremento rispettivamente di 550 e 450 milligrammi al giorno) e degli anziani (che in genere assumono la metà della dose giornaliera raccomandata: 550 milligrammi per gli uomini e 425 per le donne). Il cambio di rotta sulle uova viene giustificato anche dalla presenza di altri esssenziali elementi: acido folico, ferro zinco, oltre a due importanti antiossidanti della famiglia dei carotenoidi come luteina e zeaxantina, un toccasana per gli occhi.

    Un altro studio presentato al convegno ha poi assolto le uova dall'accusa più infamante: danneggiare il cuore. Il loro contributo ai disturbi cardiaci è basso (0,6 per cento negli uomini e 0,4 nelle donne) e rilevante solo in presenza di altri fattori di rischio.


    [via www.galileonet.it]


    02/05/2007,02/05/2007 02:33
    by remly | commenti | commenti (popup)
    Link | categoria:
    01/05/2007,01/05/2007 14:40

    29/04/2007,29/04/2007 23:07
    by remly | commenti | commenti (popup)
    Link | categoria:funny, video
    28/04/2007,28/04/2007 21:48

    RSS in Plain English - Video









    Trascrizione Integrale In Italiano

    Internet ha dei problemi.

    Technorati dice che ci sono 50 milioni di blog, e come puoi vedere, questo numero continua a crescere.La situazione sta diventando opprimente.

    Lo show di oggi riguarda un nuovo ed efficiente modo per tenersi in contatto con tutti questi pusblisher di contenuti che stanno rivoluzionando la rete.

    Ti parlerò di due modi per conoscere in ogni momento cosa sta succedendo nel Web.

    C’è il modo lento e tradizionale - Boooo. Poi, c’è un modo nuovo e rapido - Siii…evviva! - Ecco la differenza fra il vecchio ed il nuovo modo.

    Il vecchio modo

    Vediamo te e i tuoi siti web preferiti. Quando accendi il tuo pc cerchi qualcosa di nuovo. Visiti i tuoi blog preferiti. Qualcosa di nuovo? Nulla. Visiti i tuoi siti di news favoriti. Qualcosa di nuovo? Niente. Ogni volta che cerchi qualcosa di nuovo e non trovi nulla, hai perso del tempo utile. Questo è il vecchio modo.


    Il nuovo modo

    Ora considera il modo nuovo e rapido; si tratta di prendere queste frecce e voltarle verso un’altra direzione. Ciò significa che gli aggiornamenti dai blog e dai siti di news viaggiano nella tua direzione. E’ come Netflix in confronto alle videoteche.

    Quindi, stiamo parlando di un unico sito web che diventa il tuo luogo virtuale di riferimento dove leggere tutti gli aggiornamenti provenienti dai tuoi siti web preferiti.


    Ci sono due passi per iniziare [con gli RSS].


    1) Il primo passo è avere un luogo virtuale dove leggere i nuovi post.

    Questo è un sito web chiamato reader – lettore [RSS reader].

    E’ gratuito e tutto ciò di cui hai bisogno è un account. Userò un sito chiamato Google Reader. Vi descrivo l’interfaccia.

    La lista dei miei siti preferiti è sulla sinistra, e sulla destra posso navigare in un singolo luogo virtuale, attraverso tutti i nuovi post che provengono dai miei siti preferiti. Quindi, per completare il primo passo, devi iscriverti. Google Reader, Bloglines, Newsgator, My Yahoo! sono ottimi punti di partenza.

    2) Il secondo passo, è di impostare una connessione tra il tuo lettore ed i tuoi siti web favoriti. L’impostazione di questi collegamenti viene definita processo di sottoscrizione, ed è davvero importante. Praticamente ogni blog o sito di news offre la capacità di sottoscrivere il loro feed, di modo tale da ricevere gli aggiornamenti direttamente nel tuo lettore.

    Per impostare queste sottoscrizioni, devi cercare solamente delle piccole icone divertenti. Questa è quella standard colorata di arancione. Potresti vedere anche queste. Queste piccole icone sembrano dire, "Ehi guarda! Sottoscrivimi! Posso farti risparmiare tempo!" Una volta che hai trovato uno di questi pulsanti sui tuoi siti web preferiti, cliccaci sopra e la pagina che appare ti darà tutto ciò di cui hai bisogno per sottoscrivere questi contenuti.

    Dopo aver cliccato il pulsante, potrebbero apparire due tipi di pagina.

    a) Questa fornisce un accesso con un singolo click per effettuare la sottoscrizione.

    b) L’altra pagina che probabilmente puoi vedere è simile a questa - con del codice. Se vedi questa, copia l’indirizzo in alto alla pagina, vai sul tuo lettore e cerca un link o un pulsante chiamato "Add Subscription" o "Add Feed." Cliccaci sopra e incolla l’indirizzo nel tuo lettore.

    Così, una volta che hai aggiunto questa sottoscrizione e quindi stabilito una connessione, nuovi post inizieranno ad arrivare al tuo lettore e capirai perchè questo è il modo nuovo e rapido per leggere il web.


    Questo processo può creare dipendenza, quindi occhio!


    [via www.masternewmedia.org]
    26/03/2007,26/03/2007 16:30
    Non per essere i soliti pessimisti, ma è impossibile fare finta di niente quando nell’arco di due settimane mi sono ritrovata di fronte a statistiche a dir poco allarmanti sulla situazione universitaria italiana, ancor più se l’allarme viene da due dei maggiori quotidiani nazionali, Repubblica e Stampa. La settimana scorsa, a Bologna, il Consorzio Almalaurea (servizio nato nel 1994 con l’intento di mettere in relazione aziende e laureati per facilitare la ricerca di un’occupazione) ha esposto i risultati di una recente indagine sulla situazione occupazionale dei laureati italiani: è stato calcolato che, a un anno dalla laurea, gli occupati sono il 45%, il dieci per cento in meno rispetto a chi si era laureato nel 2004. Ma non è tutto: l’obiettivo fondamentale che ci si era proposti con la riforma del “tre più due”, vale a dire incoraggiare gli studenti a non interrompere gli studi, agevolarli nella conclusione di essi e favorirli nella transizione scuola-lavoro, sembra decisamente non essere stato raggiunto. Pochi sono quelli che finiscono in tempo, solo il 28%, contro l’83% dei laureati nel 2004. I nostri laureati continuano dunque ad essere i più vecchi d’Europa, quelli che più tardi entrano nel mercato del lavoro; “colpa” della laurea specialistica, che impegna il 63,5% dei neo-laureati e che, se già si è perso tempo nella triennale, diventa un ulteriore ostacolo nel passaggio al mondo del lavoro. Inoltre, il fatto che più di sei studenti su dieci decidano di proseguire con la laurea specialistica, dimostra come la laurea di primo livello sia ben poco considerata come risorsa qualificata nel mercato del lavoro: dai più (e qui mi includo) è ritenuta pressochè inutile. Più bassi, rispetto al 2004, sono anche gli stipendi dei neo-laureati: 969 euro mensili medi contro 1042 del 2004. E la cifra si abbassa ulteriormente per le donne, il cui stipendio medio si aggira intorno agli 837 euro. Nonostante in media le donne si laureino con voti migliori e più in fretta dei coetanei maschi, sono quelle che più spesso hanno contratti a tempo determinato e che lavorano in nero. E’ una situazione questa che non può non destare preoccupazioni, soprattutto se confrontata con quella di altri paesi europei; la differenza tra noi e loro non sta nella ricchezza o nella mancanza di richiesta di forza lavoro, ma solo nel cattivo rapporto (tutto italiano) che esiste tra alta formazione e mercato del lavoro. La colpa è degli istituti, delle aziende e degli anni e anni di malgoverno che ci portiamo appresso e che pesano come un macigno. In condizioni del genere, si spiega il perché ci sposiamo tardi, facciamo figli tardi, ci costruiamo una vita fuori dal comodo e rassicurante focolare domestico così tardi. Non sarà perché troviamo un lavoro così tardi? E perché cominciamo a guadagnare decentemente per poterci mantenere, ad esempio, in una città come Roma alla soglia dei trent’anni (nei casi più fortunati)?

    [via www.controcampus.it]
    20/03/2007,20/03/2007 15:03

    Il 16 marzo 2007 il ministro dell’Università e della Ricerca, On. Fabio Mussi, ha emanato il Decreto che riordina il settore universitario con disposizioni per le nuove classi di laurea triennali e magistrali, andando a modificare ancora l'ordinamento universitario.

    COSA CAMBIA - Molte e sostanziali le novità stabilite per il nuovo ordinamento: in particolare, nelle lauree triennali sono previsti al massimo 20 esami, per un totale di 180 crediti; mentre per le lauree magistrali gli esami potranno ammontare a 12, con un massimo di 120 crediti. Chiaro l'invito alle Università, dopo le polemiche dei mesi scorsi, a far sì che più moduli vengano aggregati al fine di raggiungere uniche prove finali e meno frammentazione didattica.

    Novità interessanti anche per chi decide di cambiare ateneo: chi nell'ambito di una stessa classe si trasferisce da un’università ad un’altra o da un corso di laurea ad un altro, vedrà garantito il riconoscimento di almeno la metà dei crediti accumulati.

    Infine viene ribadito che il limite dei crediti formativi riconoscibili per le conoscenze e le abilità professionali, ai fini della laurea triennale o della laurea magistrale, è pari rispettivamente a 60 e 40. L’effetto prevedibile, e sperato, è quello di una consistente diminuzione e di una parallela riqualificazione dei corsi di laurea esistenti.Si attendono a breve le reazioni degli atenei e delle parti coinvolte, non appena sarà disponibile il testo del decreto


    [via www.unimagazine.it]

    20/03/2007,20/03/2007 14:46


    Venerdì 23 marzo alle ore 17 in Aula magna


    Venerdì 23 marzo 2007 alle ore 17 nell'Aula magna dell'Università di Trieste (Edificio centrale - Campus di piazzale Europa) si terrà la presentazione del volume "La sfida del secolo - Energia - 200 domande sul futuro dei nostri figli" di Pier Angela e Lorenzo Pinna.

    Organizzata dall'ateneo giuliano, con il contributo dell’Associazione degli Industriali di Trieste, con il patrocinio di AREA Science Park e in collaborazione con il Consorzio per la Fisica di Trieste, la manifestazione sarà introdotta da Renzo Rosei del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste. Seguiranno gli interventi del rettore Francesco Peroni, del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat, dell'assessore regionale al lavoro, formazione, università e ricerca Roberto Cosolini, del vice presidente dell’Associazione Industriali di Trieste Nicola Pangher e del sottosegretario agli Interni Ettore Rosato.

    La presentazione del libro sarà affidata al presidente di Area Science Park Giancarlo Michellone che parlerà di "Energie alternative dal 1976: un sogno, un fallimento e le “lessons learned”". La parola passerà quindi allo stesso

    Piero Angela, giornalista e scrittore di grande fama, che si soffermerà sulle "Sfide dell’energia". La manifestazione si chiuderà con la consegna ad Angela del Sigillo trecentesco della città da parte del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

    L'Università di Trieste ha pensato di organizzare questa giornata perché i sistemi di produzione ed uso dell’energia sviluppati negli ultimi decenni stanno mostrando limiti imprevisti e preoccupanti. Da un lato infatti stiamo assistendo a una rincorsa sempre più frenetica fra domanda ed offerta (in particolare di petrolio e gas naturale) con conseguenti tensioni ricorrenti sui prezzi. Da un altro la sicurezza dell’approvvigionamento sta diventando sempre più problematica, stante la assai disuguale distribuzione geografica delle risorse, in larga parte concentrate in Paesi e regioni di relativamente incerta stabilità politica.

    Infine l’uso preponderante di combustibili fossili (che comportano massicce emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera), sta influenzando le condizioni climatiche del pianeta e l’“Intergovernmental Panel on Climate Change” (IPCC) ha recentemente redatto un documento ufficiale che esprime allarme sulle possibili future conseguenze correlate con i sempre crescenti livelli di emissioni.

    Il noto giornalista scientifico Piero Angela ha scritto recentemente (insieme al suo collaboratore di sempre Lorenzo Pinna), un libro divulgativo di facile e piacevole lettura su queste problematiche, dal titolo “La sfida del secolo. Energia. 200 domande sul futuro dei nostri figli”. L’Università di Trieste, da sempre attenta alle problematiche scientifiche socio-economiche e culturali della Città, della Regione e del Paese, organizza (in collaborazione con il Consorzio per la Fisica - Trieste) una presentazione di questo libro, con lo scopo precipuo di diffonderne i contenuti e renderli fruibili al pubblico più vasto possibile.


    Informazioni

    prof. Renzo Rosei

    Dipartimento di Fisica

    tel. 040 558 3384

    ‹renzo.rosei@elettra.trieste.it›
    14/03/2007,14/03/2007 23:15
    Pubblico questo posto solo perché dall'estero non ho avuto modo di seguire la vicenda e ho avuto la fortuna di non sorbirmi tutto il polverone che immagino si stia sollevando in italia. Solo un commento: che personaggio magnifico! Anzi, due: dighe mona!

    14/03/2007,14/03/2007 01:28
    "The Great Global Warming Swindle" è un video documentario della BBC sul tema del Global Warming. La durata è importante, intorno ad un'ora e un quarto, quindi per vederlo bisogna mettersi seduti con calma e dedicarci un po' di tempo. Ma non è assolutamente tempo sprecato. Se volete farvi un'idea (con reali basi scientifiche) del global warming e delle sue cause, se volete comprendere meglio una dei punti fondamentali dell'agenda di ogni buon politico moderno, se volete approfondire la conoscenza di un tema che guiderà l'economia nei prossimi anni, non vi resta che mettervi comodi e godervi questo ottimo documentario!



    "According to a group of scientists brought together by documentary-maker Martin Durkin, if the planet is heating up, it isn't your fault and there's nothing you can do about it. We've almost begun to take it for granted that climate change is a man-made phenomenon. But just as the environmental lobby think they've got our attention, a group of naysayers have emerged to slay the whole premise of global warming."

    13/03/2007,13/03/2007 16:53


    Riprendo il tema del Peak Oil già trattato in questo post, per riportare il punto di vista di una importante figura, che ha toccato questo tema durante una conferenza dell'Aspo: quella del Dr Ali Morteza Samsam Bakhtiari (in foto). Bakhtiari, nella sua carriera trentennale di esperto in materia di energia, ha ricoperto diversi ruoli di spicco nella National Iranian Oil Co. (NIOC) di Teheran, Iran. E' anche uno dei pionieri della teoria del picco di petrolio. Questa introduzione serve per sottolineare che non bisogna prendere alla leggere le sue parole, quando afferma che il picco di petrolio c'è già stato, nel 2006, in estate, ma non ce ne siamo accorti. Secondo la sua teoria da qui al 2020 ci sarà una fase di transizione, divisa in quattro periodi (T1 T2 T3 T4). Nel T1, cui ci troviamo, si assisterà al passaggio dal mercato in cui la produzione guida la domanda al mercato in cui è la domanda a trainare la produzione. Nei successivi periodi ci saranno cambiamenti sempre più repentini nel mercato energetico e in tutti gli aspetti della vita occidentale. Da sottolineare inoltre che questa teoria di transizione si base sui presupposti di stabilità "pre-picco", mentre ora che siamo entrati, secondo il Dr Bakhtiari, nella fase "post-picco", ci si può immaginare un mercato governato da variazioni improvvise e imprevedibili, in cui il caos la fa da padrone. Cosa fare per fronteggiare questo preoccupante scenario? "Piantare alberi" sempre secondo il Dr. Bakhtiari.

    [via petrolio.blogosfere.it e www.moneyweek.com]

    11/03/2007,11/03/2007 18:34




    Questo video l'ho visto per la prima volta durante una lezione di 'robotics'. Finalmente l'ho ritrovato. Godetevi lo spettacolo, chissà se tra una 50ina di anni andremo a teatro a vedere qualcosa di simile, oppure le le star del rock si circonderanno sui palchi dei loro concerti di ballerini tipo questi
    09/03/2007,09/03/2007 12:44
    I soccorritori hanno notato che molto sovente in caso di incidente stradale i feriti hanno un cellulare ma tuttavia, al momento di intervenire non si sa mai chi contattare in quella lista interminabile di numeri.

    I soccorritori hanno dunque lanciato l’idea che ognuno di noi, nella sua rubrica, indichi la persona da contattare in caso d’urgenza sotto lo stesso pseudonimo.




    Lo pseudonimo internazionale è « ICE » (= In Case of Emergency). E’ sotto questo nome che bisogna inserire il numero della persona da contattare, che possa essere utilizzato dai soccorritori, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorsi.

    In caso si debba contattare più di una persona si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.

    Facile da fare, non costa nulla e può dare molto.

    Se credete nell’utilità di questa convenzione fate passare il messaggo in modo che ciò entri nelle rubriche di tutti.

    07/03/2007,07/03/2007 16:09
    This map is for erasmus students and other people I have met during my erasmus in Manchester. Add yourself on the map!

    (Note1: do not place yourself on Manchester, place yourself on the city you use to live, where you come from!!!)

    (Note2: don't forget to put your name, otherwise I can not know who you are)

    (Note3: if you can, upload a picture of you, so that it's easier to now who you are)




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    01/03/2007,01/03/2007 19:03
    28/02/2007,28/02/2007 17:29

    27/02/2007,27/02/2007 19:21


    (per la foto si ringrazia capsicina)



    Poteri frazionati nella città della Barcolana e dello spoils system

    Il paradosso del sindaco ex garzone e del governatore imprenditore


    Trieste, il passato vive

    e la politica comanda


    Generali, Ras, Lloyd e Allianz: le assicurazioni sono la principale attività economica.

    Tradizioni e ideologia dominano, il tessuto economico si adegua




    TRIESTE - Un giorno Eugenio Montale incontrò a Milano Italo Svevo e lo apostrofò: "A Trieste vi odiate ancora tanto?". Sono passati decenni, la terza città dell'ex-impero austroungarico dopo Vienna e Praga e secondo porto del Mediterraneo dopo Marsiglia, ha perso dal dopoguerra 60 mila abitanti. Quelli che restano sono per il 47 per cento - più di 80 mila - pensionati, per il 20 per cento sono over-settanta e ottantasei di loro hanno superato il secolo di vita, facendone il luogo più vecchio e al tempo stesso tra i più misteriosamente fascinosi d'Italia. Con la classe operaia, sono scomparse le famiglie imprenditoriali, il fascismo ha falcidiato gli ebrei, si è volatilizzata la flotta leader sui mari, languono i grandi commerci, non ci sono più le industrie irizzate, di cui è orfano l'ex consigliere d'amministrazione dell'Istituto ed ex vicesindaco liberale di Trieste Sergio Trauner, latita la passione per la Borsa, che Stendhal segnalava nel 1831 come una caratteristica cittadina, consegnata ormai ai piccoli e pigri cassettisti delle Generali.



    Se James Joyce, che visse qui dal 1905 al 1915, vi capitasse oggi, forse lamenterebbe la trasformazione di una piccola capitale europea in una qualunque provincia, la più a est e pur sempre la più atipica dell'italico Nordest, ricco, produttivo, ma senz'anima. Qui l'anima c'è, ce n'è persino troppa.

    Mentre forse non c'è l'altra Trieste che il giovane scrittore triestino Mauro Covacich, appassionatamente, descrive come la principessa Sissi con piercing, body in lycra, capelli blu cobalto e una salamandra tatuata sul collo, che fa jogging a Barcola come fosse il lungomare di Copacabana. Ma se vogliamo trovare un elemento distintivo, quasi un dato antropologico che sopravvive indefettibilmente ai rovesci della storia, come Montale aveva intuito, questo è, per l'appunto, lo "sbarufar", superba arte locale, seconda sola a quella successiva ma inevitabile della ricomposizione, che l'ex sindaco e attuale governatore regionale Riccardo Illy, praticò, ad esempio, ricollocando in piazza proprio l'effige della principessa, mentre cercava anche di gratificare i ventimila triestini di lingua slovena - "Hvala!", esclamò rivolto a loro - che favorirono la sua elezione, candidato autonomo ma appoggiato dal centrosinistra in un contesto che ha la destra nel sangue.







    Come non "sbarufar" in una città che ha sette cimiteri, sei religioni e che ha avuto sette bandiere diverse dal 1918 al 1954, quando il presidente del Consiglio Mario Scelba annunciò il ritorno di Trieste all'Italia?

    Sventolarono, prima, le bandiere austro-ungarica, sabauda, del Reich, jugoslava, britannica, americana. Infine il tricolore. Ciò che ha prodotto una fucina di "memorie selettive" di tutti i triestini - diversa per ogni gruppo, quasi da persona a persona - che tanti anni dopo, come in un incubo, riempie, giorno dopo giorno, le pagine di "Segnalazioni" del "Piccolo", uno sfogatoio "storico-identitario" che non ha l'eguale. Ne ha fatto le spese persino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il suo discorso sulle foibe, di pacificazione nelle intenzioni, imprevedibilmente di rilancio delle baruffe storico-triestine nei fatti. "Basta chiedere scusa!", ha urlato il deputato triestino di An Roberto Menia, fotografato tanti anni fa con una mazza in mano, quando il mite Stelio Spadaro, che da segretario del Pds di Trieste, suscitando scandalo, fu il primo dirigente della sinistra ex comunista a chiedere ai suoi compagni di fare i conti con le foibe, ha suggerito al sindaco forzista di Trieste di aggiungere a Foibe e Risiera magari un "terzo luogo" che "ricordi le sofferenze degli sloveni e dei croati causate dal regime fascista".



    Pacificazione sì - ha fatto intendere Menia col suo altolà - ma non esageriamo, se no che politica potrà mai fare la forte pattuglia ex fascista nel capoluogo giuliano, quale potrà più essere il suo "ubi consistam" politico, se viene a mancare lo scontro con gli "slavocomunisti", come osserva il segretario regionale diessino Bruno Zvech? Ecco perché i fili del potere si districano qui soltanto se si tiene conto della "memoria politica", croce e delizia di un'intera città, fino a farne forse il più "panpolitico" luogo d'Italia, o il luogo più "meridionalizzato" del Nord Italia, secondo la definizione di Roberto Weber, politologo della Swg e scrittore, che giudica inevitabile il comando esclusivo della politica in assenza di un robusto tessuto economico capace di creare significative reti di consensi. La massoneria, oggi incarnata qui da un dentista con barca in Sacchetta, la chiesa, presidiata da un vescovo democratico come Eugenio Ravignani, la finanza, le assicurazioni, l'industria, i circoli velici, il Rotary, la Barcolana, nulla conta più della politica, e la politica più ideologica che c'è. Prendete la toponomastica, eterno nervo scoperto cittadino: in questi giorni si discute furiosamente a chi intitolare una strada e un giardino. La Commissione presieduta dal vicesindaco di An Gilberto Paris Lippi vuole, fortissimamente vuole, un giardino "Vincenzo Muccioli", il discusso fondatore della comunità di San Patrignano, e una via "Caduti di El Alamein".



    Fabio Omero, segretario provinciale dei diesse, e con lui un pezzo di città, insorge e contropropone la poetessa Anita Pittoni e Franco Basaglia, considerato l'inventore della psichiatria democratica. Il senatore Giulio Camber, ex socialista, sottosegretario nel governo Craxi e oggi capo effettivo di Forza Italia locale, che ama ammantarsi di mistero, vive in un castelletto, tra drappi rosso cardinalizio, luci basse, arie d'opera in sottofondo, con le finestre sempre chiuse che affacciano su via Almerigo Grilz, un attivista fascista triestino morto in Angola. Camber è il mago delle nomine di sottogoverno, che sono il cuore del potere cittadino, non lascia battere palla a nessun altro, men che meno al suo eterno nemico Roberto Antonione, ex dentista, ex presidente della Regione, ex sottosegretario agli Esteri con Gianfranco Fini e coordinatore nazionale di Forza Italia nel periodo che il luciferino don Gianni Baget Bozzo definì degli "ascensori vuoti", nel senso che a Roma in via dell'Umiltà l'unico a salire nell'ufficio del coordinatore era il coordinatore stesso, cioè nessuno.



    Il capolavoro di Camber fu la nomina della sua compagna Marina Monassi al vertice dell'Autorità portuale, con l'aiuto del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, contro il parere della Regione, che pure è previsto per legge. Illy, che è un valdese tosto e in definitiva per niente conciliante, ingaggiò una partita politico-giudiziaria senza tregua durata due anni, che ha vinto da poco, riuscendo a nominare presidente del porto Claudio Boniciolli, il triestino di poche parole e molti fatti che ha rilanciato con successo il porto di Venezia.

    Niente paura per Marina, signora romana assai ben attrezzata, figlia di un ammiraglio che ha lavorato nel Servizio segreto militare, la quale è stata subito nominata direttore generale dell'Acegas-Aps, l'azienda multiservizi fusa con la consorella di Padova e quotata in Borsa qualche anno fa da Tomaso Tommasi di Vignano. Grande potere cittadino l'Acegas e, non a caso, ne è presidente Massimo Paniccia, padrone della Solari, azienda leader nel settore dell'informazione elettronica per i viaggiatori, assai svelto presidente della fondazione Cassa di Risparmio e di fatto protesi di Camber e della destra triestina più scafata nel mondo degli affari, che per il resto si affida agli appalti dei lavori cittadini vinti in genere da un imprenditore napoletano.



    L'altra protesi, quella politica, è incarnata da Roberto Dipiazza, il sindaco successore di Illy, che più diverso non potrebbe essere dall'algido, minuto e tagliente predecessore. Ex garzone di salumeria diventato re dei supermercati locali, grande, grosso, gioiosamente ruspante, idolo delle vecchiette che bacia e vezzeggia e delle "mule" e delle "babe" che corteggia, l'hanno soprannominato "gaffe continua". Ma lui, il piccolo-grande Berlusconi di San Giusto, non se la prende e la città neanche, visto che l'ha riconfermato per il secondo mandato bocciando Ettore Rosato, giovane e timido funzionario delle Generali, nominato sottosegretario con delega alla Protezione civile nel governo Prodi. Il titolo di "gaffeur supremo" il sindaco se lo guadagnò quando, invitato alla festa dei triestini di lingua slovena, lui originario del Friuli che qui vuol dire straniero, augurò agli astanti "un felice soggiorno". Lo consolidò alla Risiera di San Saba dove, di fronte a quel che resta della comunità ebraica, esclamò compunto: "Onore ai martiri delle foibe!" E lo impresse indelebilmente quando una delegazione ucraina gli regalò una mazza di legno e lui, ammiccante, esclamò: "La regalerò a Omero", il segretario diessino gay dichiarato.



    Eppure, la maggioranza dei triestini lo adora, almeno finché non si accorgerà che gli ha aumentato l'addizionale Irpef dallo 0,2 allo 0,8 per cento, un incremento del 252 per cento per le famiglie. "Stai atentoooo - fa a chi se ne è accorto e glielo rimprovera, roteando la mano a siluro sotto il mento - ti aumento l'Irpef, ma ti riduco l'Ici". Il mago Houdini non saprebbe fare di meglio.

    "Questi sono tutti figli miei", ci ha detto una volta Manlio Cecovini, Gran Maestro della massoneria, intellettuale liberale, fondatore del Melone dopo il Trattato di Osimo, ex sindaco di Trieste ed ex parlamentare europeo, parlando di Antonione, Camber e della teoria di politici di destra locali non fascisti.

    Ma nel suo sguardo di novantaduenne ormai semi cieco abbiamo letto un piccolo lampo di ironia per il dirazzamento della progenie, un guizzo colto anche da Valerio Zanone, l'ex segretario del Pli, che rendeva omaggio al vecchio massone, oggi forse più in sintonia con il calvinista di origine ungherese che governa la regione che con i propri nipotini municipali.



    Illy, imprenditore concreto che ha a che fare con gli sconti fiscali dei paesi confinanti, che spende 5 miliardi di euro l'anno, 2 dei quali destinati alla sanità con ospedali che sembrano cliniche svizzere, secondo il commissario dell'ospedale infantile "Burlo" Emilio Terpin, le tasse prova ad abbassarle selettivamente, coadiuvato dal suo alter ego Andrea Viero, il giovane direttore generale bocconiano, che è un po' in sua vece la vittima designata degli attacchi giornalistici. Ha ridotto di un punto l'Irap per trattenere a Trieste le imprese che guadagnano e che creano occupazione. C'è l'Evergreen di navigazione, Maneschi, i finlandesi della Wartslisa, la Principe Prosciutti di Sonia Dukcevich, i Pacorini, la Fincantieri fuori dei confini comunali, a Monfalcone, e poco d'altro, con la Ferriera ceduta da Lucchini ai russi della Severstal e che, per i suoi fumi, è un superlativo asset dello "sbarufar" cittadino tra operai, ex operai e ambientalisti. Ma, soprattutto, ci sarà la neonata Allianz Italia, il colosso tedesco che ha fuso insieme Ras e Lloyd Adriatico e che non scapperà a Milano o altrove. Complice lo sconto Irap di Illy, Allianz Italia stabilirà la sede legale a Trieste, diventando dirimpettaia delle Generali, compagnia ben più "piccola" per capitalizzazione, auspice fattivo il membro del board di Monaco Enrico Tomaso Cucchiani, bocconiano di grandi relazioni laiche, bella barba risorgimentale, perfetti gessati, icona triestina del potere finanziario affezionato alla città, che ormai viene da fuori, ma che a Trieste vagheggia l'italica Silicon Valley, col Mib, la School of management triestina, e con i centri di ricerca avanzata.



    Suo dirimpettaio in piazza Unità d'Italia, nelle rispettive foresterie, Antoine Bernheim, il vecchio "pescecane" della finanza francese, ottantatreenne incollato alla poltrona triestina che tra poche settimane dovrà ancora difendere anche dall'anagrafe impietosa, e che, alla vigilia della scadenza del mandato, tanto per gradire, ha affidato una bella campagna pubblicitaria alla holding Havas, controllata da Vincent Bollorè, azionista di Mediobanca e suo sponsor per la riconferma.

    Gianfranco Gutty, il presidente di Generali triestino, che fu silurato senza tanti complimenti e abbandonato dai suoi giovani scudieri Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot, si occupa della società multiservizi di Gorizia, fa il vicepresidente della Confindustria regionale, di cui è stato appena nominato presidente Adalberto Valduga, che forse insidierà la presidenza della Regione a Illy nel 2008, passeggia sul Carso, vicino a casa sua, e se la ridacchia a seguire le peristalsi del Leone.

    "Assicurazioni Generali, Caffè Illy, Claudio Magris e Barcolana": ecco le quattro colonne cittadine nel "Bignami" che ne fa Roberto Weber, se si tolgono le istituzioni scientifiche, come la Sissa, l'Area di Ricerca e il Centro di Fisica di Miramare Abdus Salam, che hanno prestigio mondiale. Barcolana? Certo, un sondaggio Swg ha rivelato che il 10 per cento degli italiani conosce Trieste solo perché vi si svolge la regata più affollata del pianeta. Tanto che gli organizzatori, in testa quello storico Fulvio Molinari, hanno dovuto difendersi con le unghie dal ticket "BPB", Bandelli, Paoletti, Bronzi, rispettivamente assessore comunale, presidente della Camera di commercio e presidente della Fiera, che volevano metterci le mani sopra, per consegnarla al centrodestra.



    Non che il centrosinistra non occupi i posti di potere, ma Illy, calvinisticamente, lo ha fatto e lo ha dichiarato addirittura in un libro bianco sullo spoils system: 332 posti assegnati dal 2003 ad oggi, tra cui quelli di Friulia, la holding regionale partecipata ora dai privati per più di 100 milioni, le Autovie Venete, che sono una miniera d'oro, l'Insiel, che va verso la privatizzazione, dopo una vicenda poco commendevole che ha visto un presidente accusato di interesse privato e licenziato. I presidenti nominati sono per il 32 per cento "suggeriti" dai diesse, per il 29 per cento dalla Margherita, per il 21 per cento dal governatore stesso e per il resto dagli altri soci di governo, compresa Rifondazione comunista, di cui è pars magna Roberto Antonaz, assessore regionale alla Cultura, l'unico rifondarolo d'Italia più elegante di Fausto Bertinotti.



    Tra poche settimane arriva la primavera, la Riviera di Barcola, che si snoda prima d'inerpicarsi verso il sentiero Rilke calcato dai suicidi, s'affollerà di mule, babe e pensionati che si mettono in costume da bagno e si sdraiano sui lettini portatili ad abbronzarsi lungo le piattaforme di cemento sul mare che costeggiano la strada, esploderà il tripudio dello spirito cittadino, 80 mila pensionati, 6 mila dipendenti e passa soltanto di Regione e Comune, altre migliaia delle municipalizzate, una città intera al mare, nel più meridionale luogo del nord Europa. "Sa - fa un po' sconsolato il governatore Illy che ha lasciato la guida di Trieste alla destra - in termini di potere purtroppo è più facile controllare una città pigra che muore, piuttosto che una città viva che rinasce".



    [via www.repubblica.it]
    27/02/2007,27/02/2007 00:00
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    26/02/2007,26/02/2007 01:33




    Questo è un gruppo che non mi piaceva. Verbo al passato. Non lo so perché, ma era così. Ma dopo la cura inglese evidentemente i miei gusti musicali si sono evoluti e ora li apprezzo molto.

    Vi propongo una selezione delle loro canzoni:



    - Take Me Out

    - Do You Want To

    - Eleanor Put Your Boots On

    - Michael

    -The Dark Of The Matinee.mp3

    -This Fire.mp3
    24/02/2007,24/02/2007 14:47
    23/02/2007,23/02/2007 18:10
    by remly | commenti | commenti (popup)
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